giovedì 19 luglio 2018

Consul-Press intervista Lali Panchulidze


 
La Georgia è un piccolo stato indipendente del Caucaso, schiacciato fra Russia e Turchia, terra eurasiatica di confine e di passaggio, nazione ricca di storia e tradizioni. I georgiani sono un popolo estremamente fiero, con una profonda specificità culturale, linguistica e religiosa, e con un indomito spirito guerriero, rafforzato da secoli di guerre per difendere la loro patria cristiana dalle invasioni persiane, mongole e turche. La Georgia è una repubblica ma molto forti e radicate sono le simpatie monarchiche della popolazione, e la locale Chiesa Ortodossa autocefala, molto influente, continua a sostenere pubblicamente il ritorno della monarchia, come simbolo e garanzia della unità e identità nazionale.

La dinastia dei Bagratidi – Bagratuni è la più antica della cristianità ed i suoi vari rami hanno governato i diversi regni di quella turbolenta regione, per oltre duemila anni, e molti sovrani, santificati dalla Chiesa Ortodossa, sono ancora venerati in centinaia di chiese e monasteri. La Georgia (terra di San Giorgio, appunto, Santo Megalomartire, Patrono di tutta la cavalleria cristiana) è veramente affascinante e misteriosa, con una natura ancora selvaggia, miti e legende che partono dagli Argonauti ed il Vello d’Oro, fino ai cavalieri Templari Tazrelebi, il cui vessillo crociato di Gerusalemme è bandiera nazionale, e le cui gesta vengono cantate durante i tradizionali banchetti e brindisi (supra tamada), bevendo il famoso vino invecchiato negli otri di terracotta interrati, che secondo gli studiosi, viene prodotto da 8 mila anni. Una delle più attive promotrici della Georgia in Italia, è certamente la incantevole Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, rara bellezza eurasiatica, 33enne presidente della associazione culturale ACIGEA, discendente da una antica famiglia nobile ortodossa, rappresentante della Real Casa Bagrationi di Imereti (Georgia, Armenia e Cilicia) e dei relativi ordini cavallereschi, alla quale facciamo tre brevi domande.

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1) Perché organizzare una delegazione della Casa Bagrationi in Italia?   - Noi siamo autentici patrioti ortodossi, innanzitutto, ci rivolgiamo alla numerosa comunità georgiana e armena presente in Italia, secondariamente, Sua Altezza Reale il Principe Irakli, tiene molto, come me, a far conoscere la nostra storia e cultura, a promuovere le nostre tradizioni ma anche il turismo, le opportunità di investimento e commercio, ed i nostri prodotti di eccellenza, a partire dal vino. Poi vogliamo portare avanti il dialogo religioso fra cristiani orientali e cattolici occidentali, sostenere i fratelli perseguitati nella vicina Siria, difendere i nostri luoghi di culto e monumenti storici dall’abbandono e dalla distruzione. Questo è lo spirito che anima la delegazione italiana della nostra amatissima Casa Reale, ed i generosi cuori delle Dame e dei Cavalieri del Reale Ordine dei Santi David e Costantino, principi georgiani e martiri cristiani. Interpretiamo, in senso moderno, la cavalleria cristiana e templare, ma sempre alla luce della Tradizione.



2) La sua famiglia non è semplicemente georgiana, ma di origine bizantina, e nobilitata anche dagli zar di Russia, con il titolo di conti, per meriti militari. Ho letto anche di un suo antenato ufficiale russo bianco, trasferitosi a Parigi, dopo la rivoluzione bolscevica, e morto come sacerdote ortodosso…  Si la mia famiglia ha una storia lunga e complessa, anche per questa vocazione eurasiatica, ho accettato il ruolo di vice presidente della associazione culturale Aristocrazia Europea, con delega alle relazioni internazionali, per unire i migliori rappresentanti della nostra civiltà cristiana. La nobiltà georgiana e armena ha una tradizione antichissima e solida, ma ha vissuto le grandi tragedie della storia, e le nostre famiglie fanno una vita estremamente semplice e sobria, tante volte persino modesta, ma abbiamo sempre alimentato la nostra cultura, una rigida educazione e la nostra fede religiosa. Comunque, io non ho alcun merito per le glorie passate dei mie antenati, e voglio essere giudicata per quello che sono e per quello che faccio.

3) Abbiamo letto i prestigiosi nomi delle nuove dame e dei nuovi cavalieri della Casa Reale di Georgia, complimenti: aristocratici, dignitari dell’Ordine di Malta, docenti universitari, due colonnelli, tre sacerdoti, un parlamentare europeo ed il vice presidente del Senato… Quali le prossime iniziative?  Fra le nuove consorelle, voglio citare tre carissime amiche come la compatriota Mandilosani Tea dei Principi Japaridze, la neurologa Rosanna Chifari Negri (vera scienziata e donna di straordinaria umanità) e la famosa PR Criss Egger (esperta internazionale di moda, lusso e grandi eventi), tutte e tre impegnatissime in iniziative culturali e di solidarietà, tre donne di valori sicuri e sicuro valore. Ma ognuno dei membri della delegazione andrebbe adeguatamente presentato e ringraziato, tutte persone assolutamente meritevoli. Stiamo organizzando, prima di Natale, una prima visita di SAR il Principe Irakli Bagrationi Imeretinsky in Italia, esattamente a Roma, Venezia, Milano e Genova. Ci saranno incontri ufficiali, cerimonie religiose e cavalleresche ed i relativi pranzi d’onore e beneficenza. Al di fuori di questo evento eccezionale, continueremo con i nostri incontri culturali, artistici e musicali, e con le presentazione di libri tematici. Infine, voglio precisare che la nostra delegazione comprende anche la Svizzera ed il Principato di Monaco dove stiamo organizzando due vicariati, la Repubblica di San Marino, la Santa Sede ed il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), con i quali stiamo intessendo importanti relazioni, ed il Parlamento Europeo, con il quale abbiamo incominciato a collaborare per rafforzare i rapporti diplomatici e commerciali con la Georgia e l’Armenia che, ricordo, non fanno parte della Unione Europea.

venerdì 13 luglio 2018

ACIGEA " Italia - Georgia - Eurasia "



L’Associazione Culturale Internazionale Ecumenica Cristiana “Italia – Georgia – Eurasia”, ACIGEA, nasce nel 2015, su iniziativa di un gruppo di patrioti ortodossi georgiani, residenti in Italia, a sostegno della diffusione delle tradizioni caucasiche, del dialogo ecumenico con i cattolici, del consolidamento delle relazioni politiche, economiche, turistiche e commerciali fra le diverse nazioni dell’Eurasia.

La Georgia è una piccola-grande nazione, una civiltà plurimillenaria, confine e sintesi fra oriente e occidente. ACIGEA promuove la conoscenza della Georgia, dell’Armenia, del Caucaso, della Russia, della Tradizione cristiana ortodossa e orientale, e della storia della Famiglia Reale Bagrationi, attraverso la organizzazione di conferenze culturali, spettacoli folkloristici, eventi enogastronomici e viaggi turistici, ed anche la promozione dei famosi vini georgiani.

ACIGEA, inoltre, in collaborazione con lo Studio Legale Maturo di Milano, offre la propria consulenza professionale, nelle relazioni pubbliche ed istituzionali, agli imprenditori ed investitori che vogliono operare in Georgia e nel Caucaso, approfittando delle tante agevolazioni fiscali e amministrative, oltre che delle diverse opportunità di sviluppo economico in questa strategica area geopolitica.


Presidente di ACIGEA è Mandilosani Lali Panchulidze, Presidente Onoraria è Mandilosani Lali Burduli, vice presidenti sono Maia Bubashvili e Tea Osepapishvili, segretario generale l’Ing. Nikoloz Verdanisdzev, responsabile legale l’Avvocato Renato Maturo che gentilmente ospita la sede dell’associazione presso il suo prestigioso studio milanese nella centrale zona V Giornate.

Associazione Culturale Italia Georgia Eurasia
ACIGEA – c/o Studio Legale Maturo
Viale Bianca Maria 3, 20122 Milano (V Giornate)

Contributi liberali:
 https://www.paypal.me/italiageorgia


acigea.blogspot.it - facebook.com/associazioneitaliageorgia
Informazioni e adesioni: acigea@gmail.com

mercoledì 11 luglio 2018

“Georgia-Italia con la musica nel cuore”




“Georgia-Italia con la musica nel cuore” è un evento di rilevanza internazionale realizzato dal Movimento Georgiani in Italia. L’iniziativa giunta alla sua seconda presentazione, nasce dall’idea di voler creare un ponte culturale tra l’Italia e la Georgia attraverso lo strumento dell’arte.  In questa circostanza, l’evento avrà una missione molto importante; verranno raccolti fondi  a  favore  del  piccolo  gladiatore  Giuseppe,  così battezzato in una  pagina  Facebook  a  lui  dedicata  per  promuovere la raccolta fondi a favore di questo piccolo eroe che sta combattendo la sua battaglia contro la leucemia. Durante  l’evento  ci  sarà la possibilità di devolvere anche  a  favore  del  cantautore  georgiano Zurab Doijashivili  affetto da una grave malattia  con la  quale sta lottando da tempo. Conduce l’evento il presentatore, attore e speaker radiofonico Benvenuto Marra; il programma prevede un concerto con gli artisti georgiani George Shalvashvili, Irakli Nutsubidze, Kachaber Chumburidze e con il cantautore calabrese Michelangelo Giordano a rappresentare la cultura e la tradizione italiana.

 

  

lunedì 9 luglio 2018

Caucaso: centro dell'Eurasia e della Cristianità


La Georgia, l'Armenia e la Dinastia Bagrationi...


Molti amici italiani ci chiedono spiegazioni in merito all’attuale situazione della Famiglia Reale Bagrationi e alla effettiva possibilità istituzionale del ritorno della Monarchia in Georgia. Il dato fondamentale per capire gli attuali assetti dinastici e politici è, ci dispiace dirlo ma siamo obbligati a farlo, il disastroso divorzio fra il principe David Mukhrani e la principessa Ana Gruzinsky (figlia di Nugzar), che, nel 2013, ha impedito l’allora sicuro ripristino della monarchia, fortemente sostenuto dal nostro Santo Patriarca Ortodosso, Ilia II. Da allora, si sono succeduti scandali e polemiche che hanno coinvolto i due ex coniugi, facendo perdere loro ogni credibilità, e indebolendo molto il partito monarchico. Per questo, oramai da alcuni anni, la maggioranza dei religiosi, dei nobili, dei cavalieri templari e dei monarchici georgiani sostiene come legittimo erede al trono della Georgia unita: Sua Altezza Reale il Principe Irakli Bagrationi Imeretinsky (di Imereti), Capo indiscusso della Casa Reale dell'antico Regno di Imerezia (dal 2017). Il giovane, Irakli, persona seria, semplice e molto religiosa, gode di un crescente consenso della popolazione georgiana, soprattutto fra i giovani, e rappresenta una speranza per la difesa della nostra storia, identità e unità nazionale. Recentemente, lo stesso Irakli, è stato ufficialmente riconosciuto anche come legittimo erede della Dinatia Reale Bagratuni ai troni di Armenia e Cilicia. Obbiettivo metapolitico è la nascita di una moderna monarchia federale che unisca i due storici stati cristiani del Caucaso, Georgia e Armenia, simbolicamente sotto la Corona dei Bagrationi, la pià antica dinastia sovrana della intera cristianità, dalle mitiche origini bibliche. Tutto questo è assolutamente chiaro e noto in Georgia, e nelle comunità georgiane e armene sparse nel mondo, ma  non in Europa, dove, i partigiani degli altri due pretendenti, oramai completamente delegittimati in patria, sono stranieri non ortodossi, interessati solo al commercio di titoli e medaglie, e non alla tutela delle nostre bimillenarie tradizioni, tantomeno al ritorno della monarchia ortodossa.


Montecarlo, Principato di Monaco
Lunedì, 9 luglio 2018
Conte Nikoloz Vardanisdzev Didebuli

 
 


giovedì 5 luglio 2018

La grande tradizione del vino georgiano...


Vini della Georgia: una storia lunga 8000 anni

I foodies di tutto il mondo hanno iniziato a notare come i vini della Georgia siano sempre più presenti nella carta dei vini dei loro ristoranti preferiti. Sembra infatti che ci sia qualcosa di nuovo ed eccitante in questa particolare regione vinicola che sta attirando a sé sempre più attenzione. Eccitante, certo ma non è una regione 'nuova' nella produzione di vini. Secondo alcuni, perfino la parola inglese wine
deriverebbe dal georgiano ghvino.

UNA TRADIZIONE DI VITICOLTORI

La Georgia produce vini da millenni; 8000 per essere precisi. Pensateci per un secondo. E' un tempo
molto, molto lungo. Nascosta in un angolo a ridotto del Mar Nero e delle montagne del Caucaso, la Georgia per molto tempo è stato un crocevia strategico molto gradito ai viaggiatori assetati. Qui il
vino è infatti parte integrante della cultura georgiana ed è strettamente legato al suo popolo. Molto
comune per le famiglie è infatti coltivare le uve e produrre il proprio vino. Anche se spesso siamo
soliti associare il vino a uno stile di vita mediterraneo non c'è nessun altro popolo che vive e respire il vino come i Georgiani.

VINI GEORGIANI: LA PRODUZIONE

I Georgiani hanno perfezionato la produzione vinicola grazie all'ausilio di un vaso chiamato kvevri o qvevri. Questi recipienti venivano infatti usati per la fermentazione e l'invecchiamento del vino e questa pratica è ancora ampiamente diffusa in Georgia. I kvevris vengono letteralmente sotterrati facendo in modo che solo la sommità del vaso sia visibile. Una volte che le uve sono state raccolte e schiacciate, il nettare va direttamente nel kvevri, di norma insieme alla polpa, ai semi e tutto il resto. Si segue lo stesso procedimento sia per i vini bianchi che rossi. Questo metodo, diffuso ormai a livelo mondiale è sempre più alla moda e - attualmente - non è difficile trovare vini prodotti proprio usando i kvevri o le anfore in quasi tutte le regioni vinicole. Chiamatela pure moda, ma per i Georgiani questo modo di produrre vino ha rappresentato una vera e propria fonte di sostentamento per anni. E c'è di più: questa produzione è tutelata dall'UNESCO in quanto patrimonio culturale.

VARIETà DI UVE GEORGIANE

La Georgia ha un'ingente varietà di uve indigene. Tra le più notevoli ci sono la Saperavi rossa e la Rkatsitell bianca. Il patrimonio vinicolo georgiano rimane però quasi sconosciuto nel resto del mondo. Le varietà di uve autoctone sono uniche e recentemente si riscontra un interesse crescente nel mondo del vino proprio nei confronti di queste uve meno conosciute.  Come regione vinicola la Georgia può essere divisa in due parti distinte: ovest ed est. Per quanto riguarda invece la produzione, è nella Georgia dell'est, precisamente nel Kakheti, che troviamo la produzione vinicola più ingente. Parlando di vini, quello rosso vermiglio del Mukuzani, prodotto dalle uve Saperavi, probabilmente è il primo vino che dovreste provare in un tour gastronomico in Georgia. Lo Tsinandali, invece, è un vino bianco fragrante prodotto miscelando il Rkatsiteli e lo Mtsvane del Kakheti ed è una scelta altrettanto azzeccata se volete approcciare questo mondo vinicolo. Per via della storia del suo vino e delle numerose varietà indigene di uva, le appelazioni e le produzioni miscelate tra loro in maniera sempre unica, fanno della Georgia la regione vinicola meno noiosa del pianeta. La sua cucina allettante, mista alla proverbiale ospitalità georgiana e a uno shot di Chacha vi faranno venir voglia di rimanere in questo paese per sempre - credetemi.


VINI GEORGIANI: ECCO QUALI PROVARE

Qualora voleste provare un bicchiere di vino georgiano, provate questi vini:

Satrapezo, Saperavi 2012

Questo vino che matura sia in kvevri che in botte probabimente è la ragione che si cela dietro il suo sapore sorprendente ed elegante. Chiudete pure a chiave qualche bottiglia di questo vino delizioso in cantina e nascondete bene la chiave.

Pheasant’s Tears, Tavkveri 2013

Questo vino è prodotto dalla varietà di uva locale chiamata Tavkveri e presenta alcuni sentori floreali e di ciliegia che incontrano i tannini più sapidi. Varietà relativamente sconosciuta, questo vino è davvero gustoso.

Vinoterra, Mtsvane 2014

La Georgia non è solo una terra di vino rosso. Questo ricco ed erboso vino bianco dal carattere deciso è un ottimo esempio del potenziale dei vini bianchi. Un Mtsvane fresco si sposa infatti perfettamente con del buon cibo (locale).

Jakeli Khashmi, Saperavi 2011

Questo Saperavi è un tripudio di ribes nero, ciliegie e note erbacee. Qui i tannini vengono bilanciati da un intenso retrogusto fruttato che persiste per giorni. Longevo.


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